“Le liste d’attesa sono il problema maggiore per i cittadini quando si pensa al Servizio sanitario nazionale. Se prendiamo i titoli di alcuni giornali di 20 anni fa troviamo le stesse cose scritte oggi e questo, sicuramente, non è un bel messaggio”. Lo ha affermato il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ospite di ‘Elisir’, trasmissione di Rai 3.
“Io personalmente e il governo- ha proseguito- abbiamo voluto mettere la faccia sul problema più spinoso. Ad agosto abbiamo fatto questo decreto legge, che vuole razionalizzare: non ci si può infatti basare sui singoli casi, che sono tutti di sofferenza, perchè quando una persona che soffre si sente dire che deve tornare dopo due anni, in un Paese come il nostro è un atto di inciviltà”.
“Intanto- ha poi evidenziato Schillaci- abbiamo voluto preparare una piattaforma nazionale, che è già funzionante, le regioni stanno finalmente inviando tutti i dati, proprio per avere il quadro reale della situazione. Se io so che in una determinata regione la risonanza magnetica ha una lista d’attesa troppo lunga, posso intervenire aiutando la regione ad avere più spazio, anche dando più fondi. Il primo punto, dunque, è che c’è uno strumento che permette di sapere cosa manca, dove manca e quante sono le liste d’attesa”.
“Il secondo punto fondamentale- ha continuato- è quello del richiamo ad avere un Cup unico: ci vuole una centrale unica di prenotazione che metta insieme le prenotazioni che si possono fare nel Sistema sanitario pubblico e nel privato accreditato, perchè a me, come ministro, interessa che i cittadini abbiano la disponibilità a effettuare le prestazioni in strutture presso le quali o non pagano se sono esenti o possono pagare solo il ticket”.
“La legge ribadisce poi che le liste d’attesa non possono essere chiuse, questo è un altro dato fondamentale. Non voglio più sentir dire che le liste d’attesa sono chiuse- ha sottolineato il ministro della Salute- non voglio sentir parlare di galleggiamento: i pazienti devono sapere quando possono effettuare un esame”.
“E per ultimo- ha detto Orazio Schillaci- c’è la possibilità che se l’appuntamento in una struttura pubblica o privata convenzionata va troppo per le lunghe e non rispetta i tempi della prescrizione per quel determinato esame, l’esame va fatto in regime di intramoenia ma il cittadino deve pagare solo il ticket. La legge è già pienamente operativa e, tranne uno, i decreti attuativi sono arrivati praticamente tutti a conclusione”.
“Ci sono regioni che si stanno già muovendo- ha poi ricordato l’esponente dell’esecutivo- ma uno dei problemi della sanità italiana è, purtroppo, l’inaccettabile differenza che c’è rispetto a tante prestazioni tra regione e regione. Non voglio fare classifiche delle regioni che hanno la migliore sanità o quella meno efficiente, sono qui nell’interesse dei cittadini.
Però ci sono regioni che si stanno già dando da fare attivamente con risultati molto interessanti e perchè ci sono riduzioni significative rispetto al tempo per avere una determinata prestazione”.
“L’invito- ha concluso Schillaci- è questo: seguiamo la legge, noi siamo sempre disponibili alla maggiore collaborazione nell’interesse dei cittadini, soprattutto di quelli più fragili.
Tutti citano l’articolo 32 della Costituzione, ma alla fine dello stesso è scritto che lo Stato si deve occupare degli indigenti. E io, come ministro, mi voglio occupare delle persone che sono più deboli e che hanno meno possibilità economiche di accedere alla sanità”.
