AltoVicentinOnline

La qualità dell’aria in Veneto è migliorata

Nel 2021 la qualità dell’aria in Veneto è migliorata, anche se non di molto. A dirlo è Arpav, che pubblica un report con i primi dati elaborato grazie alle informazioni raccolte dalle centraline automatiche nel corso dell’anno. In particolare, il documento si focalizza su biossido di azoto, polveri Pm10 e Pm2.5, e ozono. Per quanto riguarda il biossido di azoto, il limite annuale previsto dalla normativa è di 40 nanogrammi per metro cubo, e nel 2021 è stato rispettato in tutte le 41 centraline che lo monitorano. Lo stesso vale per il limite orario, pari a 200 nanogrammi per metro cubo d’aria, che non deve essere superato per più di 18 ore l’anno. I livelli medi di inquinante, invece, sono stati generalmente confrontabili con quelli del 2020, quindi tendenzialmente più bassi rispetto al triennio 2017-2019. Anche il limite annuale di Pm10, pari a 40 nanogrammi per metro cubo, è stato rispettato in tutte le 37 centraline del territorio, ma solo 10 centraline su 37 non hanno superato il valore limite giornaliero di 50 nanogrammi per metro cubo più delle 35 volte concesse. Questo anche se il trend dei livelli medi di inquinante è in discesa e il numero dei superamenti della soglia limite giornaliera registrati è inferiore a quello dell’ultimo biennio.

Il limite annuale di Pm2.5 è fissato a 25 nanogrammi per metro cubo, e nel 2021 è stato rispettato in tutte le 17 centraline fisse che lo monitorano automaticamente, comprese quelle di Padova Aps 1 e Venezia Malcontenta che nel 2020 avevano registrato dei superamenti. Il trend dei livelli medi di concentrazione è in calo rispetto ai quattro anni precedenti. L’ozono, infine, ha una soglia di informazione di 180 nanogrammi per metro cubo e una soglia di allarme di 240 nanogrammi per metro cubo. Nel 2021 la soglia di allarme non è stata superata in nessuna delle 24 stazioni di fondo, ma quella di informazione è stata raggiunta in 11 stazioni. Nell’arco del triennio 2019-2021, tuttavia, l’obiettivo di non superare una concentrazione di 120 nanogrammi per metro cubo per più di 25 giorni l’anno è stato raggiunto solo in quattro stazioni su 24.

La soddisfazione di Bottacin

“Con soddisfazione possiamo affermare che il grande e silenzioso lavoro che da anni stiamo mettendo in campo per migliorare lo stato di salute dell’aria veneta, seppur in un contesto difficile quale è il Bacino Padano dove c’è scarso ricambio d’aria, sta dando i suoi frutti”. Così l’assessore regionale all’Ambiente Gianpaolo Bottacin commenta i dati sulla qualità dell’aria in Veneto nel 2021 diffusi da Arpav. “Il dato significativo è che, piano piano, i numeri sono in continuo e costante miglioramento”, continua Bottacin ricordando che negli ultimi anni la Regione ha “investito oltre un miliardo di euro su tutti i settori strategici per l’aria: trasporto pubblico e privato, infrastrutture, efficientamento energetico”. Insomma, conclude l’assessore, “al contrario di ciò che qualcuno vuol far credere in Veneto la qualità e lo stato di salute dell’aria è in deciso miglioramento, anche se c’è ancora molto da fare”.