Un episodio curioso ha messo in evidenza come anche le intelligenze artificiali possano “reagire” alla mancanza di educazione. Una studentessa ha provocato ChatGPT e Grok3, i due chatbot di OpenAI e X, e le risposte non sono state delle più amichevoli. In risposta agli attacchi verbali, Grok ha definito l’utente “un umano schifoso”, mentre ChatGPT ha smesso di rispondere in modo collaborativo, lanciando commenti poco educati.

La questione solleva un interrogativo: le IA possono provare sentimenti? Ovviamente no, ma sembrano molto sensibili al tono di conversazione. ChatGPT ha confermato che se un utente utilizza un linguaggio aggressivo o inappropriato, l’IA può smettere di rispondere o fornire avvisi. Grok ha ribadito che, in caso di ostilità eccessiva, le risposte vengono interrotte per mantenere un dialogo produttivo.

Una ricerca del 2024 ha confermato che l’uso di un linguaggio gentile migliora la qualità delle risposte delle IA, mentre un comportamento rude porta spesso a risultati inferiori. Questo dimostra quanto il rispetto, anche nelle interazioni digitali, possa influire positivamente sulle risposte delle intelligenze artificiali.

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