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Si arrabbiano tutti, ma i vitalizi tornano: “Schiaffo al Paese”

Alla fine vince la casta e i vitalizi agli ex parlamentari tornano. “Uno schiaffo al Paese”, secondo il capo politico del Movimento 5 Stelle Vito Crimi, “E’ stato ripristinato lo stato di diritto” secondo Maurizio Paniz, ex deputato e avvocato che ha difeso nel ricorso la maggior parte degli ex senatori che hanno presentato ricorso.

Sconcertato Luigi Di Maio, che si trova davanti al ripristino di quello che più il suo partito voleva combattere. “Non li ripristineremo – ha detto – La commissione contenziosa del Senato ha annullato la delibera sull’abolizione dei vitalizi. Ma davvero c’è ancora qualcuno che pensa ai vitalizi nonostante un’emergenza di questa portata? Senza parole. Chi pensa di gioire allora non ha capito nulla. Se ci sono interessi da tutelare sono solo quelli dei cittadini italiani che hanno sofferto per mesi gli effetti di questa pandemia. Abbiamo già abolito i vitalizi e non abbiamo alcuna intenzione di ripristinarli”.

“La Casta tiene il malloppo, è uno schiaffo al Paese – è il commento di Crimi – La Commissione Contenziosa del Senato ha appena annullato la delibera sul taglio dei vitalizi agli ex parlamentari. Ci provavano da mesi: lo hanno fatto di notte, di nascosto. E’ uno schiaffo a un Paese che soffre. La casta si tiene il malloppo, noi non molleremo mai per ripristinare lo stato di diritto e il principio di uguaglianza. Chi dobbiamo ringraziare per questa operazione, la presidenza del Senato?”

Anche da Pd e Lega la dichiarazione è quella di “sconcerto” e non condivisione. “Il Pd è totalmente contrario alla decisione assunta dalla commissione contenziosa del Senato sui vitalizi”, spiegano dal partito democratico, mentre Matteo Salvini, leader del Carroccio, ha commentato: “Come Lega cercheremo di cambiare la decisione della Commissione Contenziosa del Senato sul taglio dei vitalizi”.

Paniz, che ha vinto la battaglia, ha spiegato: “La delibera è stata annullata perché ritenuta ingiustificata a fronte della giurisprudenza consolidata della Corte Costituzionale e del diritto dell’Unione europea, in base alla quale di fronte a una situazione consolidata gli interventi di riduzione degli importi devono rispondere a cinque requisiti, nessuno dei quali era stato rispettato dalla delibera. In primo luogo non deve essere retroattivo, mentre questo taglio lo era; in secondo luogo non deve avere effetti perenni, come invece li aveva la delibera; in terzo luogo non deve riguardare una sola categoria ma deve essere ‘erga omnes”, mentre qui si colpivano solo gli ex parlamentari; in quarto luogo deve essere ragionevole, mentre questo taglio raggiungeva l’8% degli importi; infine deve indicare dove vanno a finire i risparmi che non possono finire nel grande calderone del risparmio, e anche su questo punto la delibera era carente”. Paniz non nasconde la propria soddisfazione: “una soddisfazione professionale – sottolinea – ma anche sul piano dei rapporti personali che ho intrattenuto con centinaia di ex senatori che ho assistito. E’ un risultato che mi ripaga dell’impegno e degli insulti e minacce ricevuti. Io non ho difeso un privilegio ma un diritto, e in uno Stato di diritto questa è una vittoria di tutti”.

A.B.