In Veneto i risultati scolastici degli alunni “sono tra i migliori in Italia, sulla base degli esiti ottenuti nelle prove Invalsi nel 2024, e la nostra scuola superiore, pur rilevando differenze tra licei, tecnici e professionali, mantiene standard elevati rispetto alle altre regioni, occupando le prime posizioni negli esiti nelle classifiche regionali in qualsiasi tipo di scuola”. Lo evidenzia il presidente Regione del Veneto, Luca Zaia, a commento dei dati del report “La Statistica Flash – Illuminare il futuro dei giovani: il contrasto alla povertà educativa” realizzato dalla Statistica regionale. “Contrastare la povertà educativa significa garantire ai giovani le opportunità per costruire un futuro migliore, indipendentemente dal contesto sociale di provenienza e sicuramente la motivazione, l’autostima, l’empatia e la gestione dello stress influenzano il benessere personale e l’apprendimento scolastico”, ricorda Zaia. L’Istat propone un metodo di misurazione della povertà educativa che considera sia le risorse disponibili sia i risultati ottenuti. Le risorse includono l’ambiente familiare, scolastico e sociale, mentre i risultati si riferiscono alle competenze acquisite, sia cognitive (alfabetiche, numeriche) che socio-emotive e relazionali. Analizzando il periodo dell’infanzia e dell’adolescenza (zero-19 anni), il Veneto si conferma tra le regioni con un buon livello di risorse educative e risultati sopra la media nazionale in termini di competenze acquisite se si considera che meno di un terzo non raggiunge le competenze minime in italiano e matematica, un valore significativamente migliore rispetto alla media nazionale.

I dati, riprende Zaia, dicono come le scelte scolastiche e i risultati accademici “siano fortemente influenzati dall’ambiente familiare. Gli studenti provenienti da contesti socio-economici meno favorevoli e gli alunni stranieri sono maggiormente rappresentati negli istituti professionali, mentre gli studenti con background più agiati tendono a prediligere i licei. In questo contesto, la scuola dovrebbe agire come un elemento di equità, garantendo a tutti i ragazzi opportunità formative adeguate avendo come obiettivo quello di proiettare attivamente i giovani nella società. Di certo, i rapporti con i genitori e gli insegnanti risultano determinanti per il benessere giovanile, così come un elemento chiave per contrastare la povertà educativa è la disponibilità di servizi per l’infanzia e il supporto alle famiglie”. Nello specifico è stato rilevato che nel 2022 in Veneto ci sono 33,8 posti ogni 100 bambini zero-due anni nei servizi della prima infanzia contro i 30in Italia, e “rappresentano un importante stimolo pedagogico e strumento di inclusione sociale, e alla possibilità di accedere al tempo pieno fin dalla scuola dell’infanzia, soprattutto per i bambini più svantaggiati (nell’anno scolastico 2022/23 il 41,4% degli studenti è iscritto al tempo pieno nelle scuole primarie contro il 40% della media italiana). Buona la rete dei supporti informali su cui la famiglia può contare per far fronte alle difficoltà: l’87 per cento dei genitori con figli minori dichiara di poter far affidamento su parenti, amici o vicini (85% in Italia).

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo su:
Stampa questa notizia