Musica e colori per l’ultimo addio a Silvia Carraro. A Sarcedo il tempo si è fermato per lei. Moglie e mamma di soli 41 anni ma, soprattutto, grandissima guerriera che fino all’ultimo ha cercato di averla vinta su un male terribile che in poco meno di due anni l’ha strappata ai suoi cari e ai suoi affetti.

Per lei una folla commossa. Tante le persone al suo funerale. Volti rigati dalle lacrime. Occhi fissi sul suo feretro come a cercare di capire che, veramente, Silvia non c’è più. Se ne è andata sulle note di quelle canzoni che amava. ‘Tu sei un pensiero bellissimo che mai si perderà’,  han cantato i Modà finché la sua bara usciva dalla chiesa. Mentre la nuvola bianca azzurra dei fumogeni  inseguiva quei palloncini a forma di cuore che si alzavano in cielo.

Lì dove chi l’ama e la porta nel cuore la cerca come una nuova stella. O un nuovo angelo, come un’amica ha spiegato ai propri figli “che Silvia ha amato dal primo giorno che glieli ho messi in braccio” ha continuato nel suo ricordo sul sagrato della chiesa, “ora sei un angelo lassù, che brutto scherzo che ci hai fatto. I miei bambini ti adorano ed è stato difficile dirgli che ora sei un angelo e al loro  ‘perché?’ non ho saputo rispondere, perché questa riposta non ce l’ho nemmeno per me. Sarai il nostro angelo più bello. Proteggi Mattia, Andrea, Angelo, Giulio e tutti noi. Questo dolore è enorme e non so mai se lo supereremo. Grazie per essere entrata nella mia vita”.

“Mancherà la sua simpatia ‘caciarona’. Mancherà il suo sorriso che metteva allegria. Mancherà la sua generosità verso gli altri”racconta con voce sommessa una donna. Vicino a lei la fila di persone che si avvicinano alla bara, accarezzandola, e sulla quale è adagiata la maglia della squadra del cuore di Silvia, il Napoli. E sempre per lei ancora musica sulle note di ‘Tu si a fine do’ munno’ di Famao, mentre la folla si stringe attorno alla famiglia di Silvia.

di Redazione AltovicentinOnline

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