A venti giorni dalla sua inaugurazione, la mostra antologica dedicata alle opere di Gino Pellegrini sta catturando l’attenzione dei visitatori coinvolgendoli in un incanto che ha a che fare con la ricerca e la scoperta, l’intelligenza e la versatilità, la pregnanza dei temi e la leggerezza. La mostra, organizzata da Comune di Schio, Fondazione Bonotto e Officina Pellegrini, resterà aperta fino al 26 febbraio.
“Spettacolare”, “Commovente” , “Maestria, ingegno, fantasia, sensibilità..”, “Quando penso ad un artista completo ho in mente esattamente la trasversalità creativa di Gino Pellegrini .Credo che l’Arte sia felice di questa ricerca ed espansione di modi e materie. Un viaggio emozionante questa mostra.”
Soddisfatti gli organizzatori – Comune di Schio, Fondazione Bonotto e Officina Pellegrini – e grande dunque l’entusiasmo del pubblico: c’è chi passa al volo e poi ritorna per gustarsi meglio una sala, un video, un tema che gli interessa; c’è chi replica la visita portando con sé amici, figli, nipoti. La prima sensazione è che questa esposizione abbia aperto le porte dell’arte rendendola accessibile su più livelli di comprensione, a un pubblico allargato. Ogni sala introduce a un capitolo diverso, all’uso di materiali eterogenei, a combinazioni inconsuete ma sempre comprensibili e in grado di emozionare. Colpiscono infatti la varietà delle sperimentazioni che si sono succedute negli anni e la capacità di Pellegrini di andare sempre oltre, condividendo il suo poliedrico “fare” in laboratori e workshop, in performance dal vivo sotto gli occhi di spettatori presi dall’attesa e dalla meraviglia che il gesto creativo dell’artista svela un attimo dopo l’altro.
Pellegrini ha assaggiato i fasti di Hollywood ma alla fine ha scelto la provincia con il suo ambiente naturale e molti elementi di una tradizione manuale, oltre che artistica, per nutrire la propria creatività. Chi ha avuto la fortuna di conoscerlo (l’artista è scomparso nel 2014) riferisce di una persona umile, “alla mano”, che glissava sui successi americani legati ai grandi cartelloni cinematografici (Gli uccelli – West Side Story, Mary Poppins, 2001 Odissea nello spazio…) e con gli occhi di un bambino in cerca di tesori suggeriva che le scoperte sono sempre dietro l’angolo per chi ha voglia di trovarne.
Un’altra sensazione è che chi esce da questa mostra porti a casa buoni spunti per la propria vita, per allenare lo sguardo a prospettive inusuali, per una creatività personale da agire nel quotidiano e di questo probabilmente Gino Pellegrini sarebbe stato contento.
a cura dell’Ufficio Stampa del Comune di Schio