Il carico di responsabilità che gravita sulle spalle dei caregiver familiari in Italia è enorme. Si tratta di persone che, spesso in solitudine, si prendono cura di un familiare non autosufficiente a causa di disabilità, malattia grave o età avanzata. Secondo un sondaggio promosso dal Corriere Salute in collaborazione con l’associazione non-profit Peripato, i caregiver affrontano una realtà difficile, segnando un impatto profondo sia sul piano emotivo che economico.
Chi sono i caregiver?
I risultati dell’indagine, che ha coinvolto oltre 5.000 rispondenti, rivelano che circa 2.100 persone sono caregiver che prestano assistenza continuativa a familiari. La maggior parte di loro si occupa di un solo assistito, ma un 17% si prende cura di più persone. Il profilo dei caregiver è prevalentemente femminile (tra i 45 e i 75 anni) e comprende principalmente persone di elevata scolarità e con un reddito medio-alto.
I problemi e le difficoltà quotidiane
Le persone assistite dai caregiver hanno diverse tipologie di disabilità: molti genitori sono alle prese con malattie degenerative come Alzheimer o Parkinson, mentre i figli sono assistiti principalmente per disabilità fisiche e mentali dalla nascita. L’impatto della cura sulla vita dei caregiver è notevole, con una forte incidenza su tempo libero, lavoro e benessere psicologico. Più della metà dei caregiver non riesce a godere di una settimana di vacanza continuativa e molti sono costretti a rinunciare al proprio lavoro per poter assistere i familiari. L’aspetto economico è altrettanto pesante: i caregiver spendono mediamente tra gli 800 e gli 1.100 euro al mese per coprire le necessità dell’assistito. Tuttavia, la spesa economica rappresenta solo una parte del carico. L’aspetto emotivo è altrettanto rilevante, con il 33% dei caregiver che si occupa da solo dell’assistenza e il 40% che non riceve alcun supporto da parte del welfare pubblico.
In Veneto una proposta di legge
È stato presentato a palazzo Ferro Fini, il Progetto di legge “Disposizioni per il riconoscimento, la valorizzazione e il sostegno del caregiver familiare (persona che presta volontariamente cura e assistenza)”, di cui è prima firmataria la consigliera regionale del Pd Chiara Luisetto, sottoscritto anche dalla Capogruppo Dem Vanessa Camani, nonché dai colleghi Anna Maria Bigon, Francesca Zottis e Jonatan Montanariello.
“Vogliamo fare rumore attorno a un tema, quello della cura di chi si prende cura, coperto da un silenzio, che rischia di creare solitudini e disuguaglianze. Quello del caregiver familiare è un mondo nascosto, ma che presenta esigenze e bisogni specifici”, ha esordito la prima firmataria Luisetto.
“Crediamo sia quanto mai necessario valorizzare il ruolo sociale che il caregiver riveste all’interno del welfare veneto, assicurando a questa figura fondamentale diritti quali l’informazione, la formazione, il sollievo, e quindi anche il sostegno psicologico, il riconoscimento delle competenze acquisite durante il periodo di assistenza – ha spiegato la consigliera Luisetto – Il caregiver deve poter essere messo nella condizione di conciliare i tempi di vita e di lavoro, accedendo alla flessibilità”.
“Una parte specifica della nostra proposta normativa è dedicata ai caregiver giovani, ovvero alle persone di età fino ai ventiquattro anni, come da target europeo, che si prendono cura delle persone care e che presentano specifici bisogni legati alla formazione, all’educazione e al benessere psicofisico. A questi giovani abbiamo voluto dedicare un’attenzione particolare – ha aggiunto l’esponente del Pd – Vogliamo valorizzare le competenze acquisite dagli stessi, facilitare la transizione scuola- lavoro e l’accesso al lavoro stesso, attraverso Protocolli specifici con le istituzioni scolastiche”.
“La nostra idea di caregiver – ha concluso Chiara Luisetto – insiste sulla responsabilità, la volontarietà, la gratuità del ruolo, che non ha obbligo di convivenza e residenza comune con la persona assistita, che si prende cura e assiste per ragioni affettive una persona cara, supportandone la vita di relazione e la mobilità, concorrendo al benessere nel supportare le necessità quotidiane. A questi caregiver dobbiamo guardare, dobbiamo riconoscere loro diritti e dare servizi, perché la cura non è una questione privata, ha a che fare con le comunità, la loro tenuta e il loro futuro”.
I caregiver sono in crescita
“La nostra proposta normativa va incontro alle esigenze di tantissime persone, anche nella nostra regione – ha aggiunto la Capogruppo Dem Vanessa Camani – D’altra parte, le persone non autosufficienti sono in continua crescita. La figura del caregiver familiare deve avere un valore strategico all’interno del welfare regionale. Manca una legge nazionale che disciplini la materia, ma già diverse regioni hanno intrapreso percorsi legislativi per valorizzare appunto il caregiver familiare. Chiediamo alla Regione del Veneto di calendarizzare subito la nostra proposta normativa, affinché essa possa diventare legge in tempi brevi: anche il Veneto deve essere all’avanguardia nella cura delle persone e sul fronte della coesione sociale”.
Per Loredana Ligabue, Responsabile della segreteria di CARER ETS – associazione dei Caregiver familiari, “è necessario, da una parte ripensare e ricostruire un nuovo welfare di comunità, integrando aspetti sanitari e sociali e coinvolgendo le tante associazioni di volontariato che operano nei territori; parimenti, va ripensato anche il ruolo del caregiver familiare, una figura che deve essere riconosciuta, indentificata e sostenuta quale nuovo soggetto di diritto. È quanto mai opportuno che ogni realtà regionale si metta in gioco per dare alla cura quella dimensione sociale che merita, collegata alle grandi trasformazioni che la nostra società sta vivendo. Credo che proprio la valorizzazione del ruolo del caregiver familiare, come indicato nella proposta della consigliera Luisetto, rappresenti innanzitutto un aspetto culturale, perché vuol dire riconoscere che c’è un soggetto, ovvero colui che si prende volontariamente cura di un proprio caro, che subisce problematiche e sofferenze legate all’evoluzione della vita stessa”.