In migliaia hanno voluto lanciare un forte messaggio alla Regione Veneto, chiedendo interventi concreti per migliorare la salute mentale e potenziare i servizi sanitari pubblici. Una battaglia che continua a essere centrale per le organizzazioni sindacali e le associazioni impegnate nella difesa dei diritti dei cittadini. Una battaglia che dovrebbe interessare ogni singolo cittadino civile perchè un disturbo, un malessero o una malattia mentale può piombare nella vita di chiunque. Dovrebbe fare riflettere la forte depressione che ha colpito un uomo brillante come Vittorio Sgarbi, le cui condizioni sono molto serie da qualche settimana. E se uno come Sgarbi può contare sul privato, non è detto che altri cittadini lo possano fare.

Oggi, sabato 5 aprile, a Venezia, si è svolta una manifestazione regionale per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla tutela della salute mentale e per chiedere maggiori investimenti nella sanità pubblica. Il corteo, partito e tornato dopo un breve giro di fronte alla stazione ferroviaria di Santa Lucia, è stato organizzato dalla Cgil del Veneto, in collaborazione con Aitsam (Associazione Italiana per la Tutela della Salute Mentale) e Covesap (Coordinamento Veneto Sanità Pubblica). Tantissimi i rappresentanti dell’Alto Vicentino come Orianna Zaltron, presidente di Covesap, Giorgio De Zen  e Carlo Cunegato. Quest’ultimo da anni,  lotta per il potenziamento dei centri di Salute Mentale, che non sono proprio il fiore all’occhiello della Ulss 7 Pedemontana. ” Eravamo in marcia in migliaia a Venezia in difesa della sanità pubblica – ha scritto Cunegato sui social – , Non c’è salute senza salute mentale. Se la salute smette di essere un diritto fondamentale e diventa una merce che si compra e vende nel mercato (il Veneto è la peggiore Regione per spesa in sanità privata!), si passa dalla civiltà alla barbarie. Noi non ci arrendiamo e continueremo con la nostra battaglia”.

La manifestazione ha avuto come tema centrale la crescente emergenza della salute mentale, un settore che, secondo gli organizzatori, necessita di interventi urgenti da parte della Regione. Tiziana Basso, segretaria generale della Cgil del Veneto, ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa, che rientra in una serie di mobilitazioni in difesa del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) universale. “Oggi abbiamo dato vita a una bellissima manifestazione per la tutela della salute mentale. È un’iniziativa che si inserisce in un percorso di lotta per la difesa del nostro sistema sanitario pubblico e universale. Chiediamo alla Regione Veneto un grande cambio di passo. È necessario investire il 5% del fondo regionale nella salute mentale”, ha dichiarato Basso al termine del corteo.

La segretaria della Cgil ha poi spiegato che la salute mentale è una delle principali emergenze della regione, dove gli investimenti in questo settore sono tra i più bassi d’Italia. A preoccupare particolarmente sono le difficoltà legate alla crescente incidenza dei disagi giovanili, le fragilità della popolazione anziana e le difficoltà sociali e lavorative che caratterizzano ampie fasce della popolazione. “La nostra regione è una delle peggiori in termini di investimenti nella salute mentale. Tuttavia, aumentano i disagi tra i giovani, le fragilità sociali e le problematiche legate agli anziani. È necessario un cambio radicale della situazione”, ha aggiunto Basso.

Il tema della salute mentale è stato messo in relazione anche con un modello di sviluppo economico e sociale che, secondo i manifestanti, contribuisce alla crescente insicurezza lavorativa, alla precarietà e al malessere psicologico. “La situazione di difficoltà che stiamo vivendo oggi è legata anche a un modello di sviluppo sbagliato, che porta le persone a sentirsi insicure nel lavoro e precarie nella vita. Per questo, oltre alla richiesta di maggiore attenzione alla salute mentale, vogliamo lanciare anche i nostri quattro referendum sul lavoro e quello sulla cittadinanza. Questi temi non sono slegati dal diritto alla salute mentale e alla salute pubblica universale”, ha concluso Tiziana Basso.

N.B.

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