Avere 82 anni, e avere ancora voglia di mettersi in gioco, sviluppando un excursus multimediale sull’incredibile viaggio dell’umanità dal big bang all’intelligenza artificiale.
La settimana scorsa, Franco Mucchietto ha incuriosito gli studenti della scuola secondaria di primo grado di Valdastico, il suo paese natale, con delle lezioni che spiegano l’evoluzione dell’uomo, le sue innovazioni tecnologiche, l’infinitamente piccolo e l’infinitamente grande.
Questa scuola è frequentata soprattutto da ragazze e ragazzi che abitano nei comuni di Lastebasse, Valdastico e Pedemonte; durante l’anno scolastico in corso, grazie ai due presidi che si sono passati il testimone nel migliore dei modi, Francesco Crivellaro e Anna Arcidiacono, sono stati realizzati corsi STEM, di potenziamento della matematica, di musica, di teatro e di alfabetizzazione per studenti di recente inserimento nella scuola italiana; la scuola è anche dotata di un notevole laboratorio scientifico con microscopi e altre attrezzature specifiche che consentono di effettuare lezioni di scienze sperimentali, come per esempio quelle tenute dal prof. Daniele Sommaggio, ricercatore universitario che per tanti anni è stato anche insegnante a Valdastico. All’esterno, infine, una serra con piante da vivaio e aromatiche, messe a dimora anche dai bambini della scuola primaria. Laboratorio e serra sono nati grazie alla collaborazione e al finanziamento da parte di un’azienda del territorio, SIPEG, che da tanto tempo, come Franco Mucchietto, sostiene la formazione scientifica e ambientale dei ragazzi della val d’Astico.
Mucchietto ha raccontato della sua straordinaria esperienza professionale, nata nel settore telecomunicazioni della Giuseppe Garibaldi, nave della marina militare sulla quale ha prestato servizio; dopo il congedo, il lavoro per grandi aziende dell’informatica, anche a contatto con Federico Faggin, l’inventore vicentino del microchip; infine, la creazione della propria azienda, che ha appunto operato nell’ambito delle telecomunicazioni raggiungendo traguardi notevoli.
Tutto questo lo ha portato a lavorare lontano dalla sua amata terra e dalle sue amate montagne ma, ora che vi è tornato, se ne sta prendendo cura soprattutto nell’ambito di una delle sue grandi passioni, tanto da aver ideato e finanziato Gli Anelli delle Anguane, una serie di suggestive vie ferrate alle spalle dell’abitato di Valdastico che attirano un numero sempre maggiore di appassionati di questo sport.
E da tanti anni, in modi differenti, Mucchietto si sta prendendo cura anche delle scuole di Valdastico, sia con l’implementazione della strumentazione tecnologica, sia in questi giorni appunto con delle lezioni dedicate ad affrontare i progressi legati all’intelligenza umana e all’intelligenza artificiale, con le sue straordinarie, purtroppo in alcuni casi anche preoccupanti, prospettive.
Conoscere “per capire che niente potrà mai sostituire l’intelligenza umana, la nostra capacità di sentire e di emozionarsi”, ha detto nonno Franco ai suoi curiosi nipotini di seconda e terza media, “ma anche per avvalersi delle straordinarie potenzialità dell’intelligenza artificiale mettendo sempre prima di tutto l’umanità, lo sviluppo per tutti e la convivenza pacifica”.
Questo suo excursus, racchiuso in una chiavetta USB donata a ciascun ragazzo, sarà un prezioso strumento per ripassare la storia, la scienza e l’evoluzione tecnologica, oltre che per incuriosire e appassionare questi vispi ragazzini che a breve inizieranno le scuole superiori con uno zainetto sempre più ricco di strumenti per conoscere e migliorare il nostro straordinario pianeta. “Studiate, studiate e studiate, per poi però tornare un giorno a lavorare in questi vostri bellissimi paesi!”, aveva detto agli studenti di Valdastico di alcuni anni fa, lui che per tanti anni ha vissuto nella metropoli milanese. Chissà che anche le diversificate applicazioni dell’IA possano dar modo ai giovani del territorio di fermarsi qui, in luoghi lontani dai grandi centri urbani, ma dove la qualità della vita, il contesto ambientale e le relazioni umane fanno la differenza.
Elisa Savio
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