Non c’è Pasqua senza profumo di fugassa. Quel sentore inconfondibile di burro, vaniglia, zucchero e lievito che invade le cucine, le vetrine delle pasticcerie, i banchi dei forni artigianali e – soprattutto – le memorie di ognuno di noi. La focaccia veneta, o fugassa, è uno dei simboli dolci più autentici della nostra tradizione. Nata in tempi antichi come evoluzione del pane pasquale contadino, veniva preparata con ingredienti poveri arricchiti per l’occasione: farina, uova, un po’ di burro, zucchero e un sorso di vino dolce o liquore per profumare. Era il “dolce dei giorni di festa”, quello che segnava il passaggio dalla Quaresima alla rinascita della primavera, da condividere in famiglia o regalare con affetto. A differenza della colomba, più conosciuta a livello nazionale, la fugassa ha una forma semplice, senza stampi né glassature industriali: spesso rotonda o leggermente ovale, dorata in superficie, decorata con granella di zucchero e mandorle intere. All’interno, invece, è soffice, profumata, lievitata a lungo e ben alveolata. Un impasto che richiede tempo, manualità e amore. Nel tempo, questo dolce ha saputo mantenere la propria anima rurale pur lasciandosi contaminare dalla creatività dei pasticceri veneti. Così oggi troviamo versioni aromatizzate all’arancia, arricchite con gocce di cioccolato, canditi, frutta secca o farciture moderne. Ma quando la si taglia e si affonda il coltello nella sua mollica leggera, il gusto è sempre quello della casa, della festa, dell’infanzia. E proprio in questo periodo, l’Alto Vicentino si accende di profumi e di competizione golosa. Ogni paese ha il suo forno storico, la sua pasticceria di fiducia, la ricetta “della nonna” reinterpretata con orgoglio. A Thiene, Schio, Breganze, Marano, Zugliano, Sarcedo o Malo – per citarne alcuni – è un fiorire di fugasse appena sfornate, pronte ad accompagnare colazioni, merende e pranzi pasquali.
E qui, arriva il momento della vostra voce. Qual è secondo voi la fugassa più buona dell’Alto Vicentino? C’è una pasticceria, un forno o un artigiano che per voi custodisce il vero sapore della tradizione? Diteci dove la comprate, cosa vi piace e perché la scegliete ogni anno. Inviateci le vostre segnalazioni, raccontateci la vostra focaccia del cuore e aiutiamoci a costruire una mappa delle eccellenze locali. Perché la fugassa non è solo un dolce: è un gesto che profuma di affetto, condivisione e radici. E in un’epoca dove tutto cambia in fretta, tornare a riconoscere i sapori veri è un atto di consapevolezza e amore per il nostro territorio.
V.R. ((PH: Vicentini 1966-Dolce Bassano- Nonno Andrea)
