Uno stanziamento di 50.000 euro per dare un’ulteriore spinta al progetto sperimentale avviato in Veneto di co-housing intergenerazionale. Sperando che queste risorse facciano da apripista per incentivare questo tipo di iniziative a livello regionale, si parte da Padova.

E’ “Il modello di welfare abitativo in crescente diffusione a livello europeo e che anche in veneto merita di essere sostenuto. A Padova, grazie alla sinergia tra Comune e Università, questo meccanismo sta muovendo i primi passi, basandosi su un’idea di fondo: anziani e studenti si scambiano ciò che da soli non riuscirebbero ad avere. I primi mettono a disposizione uno spazio per ospitare nella casa di proprietà lo studente fuorisede, ottenendo in cambio un aiuto nello svolgimento delle varie mansioni e incombenze quotidiane. Dal punto di vista economico, c’è il vantaggio per chi ospita di avere un contributo per le spese di mantenimento della casa e, per lo studente, di trovare una soluzione abitativa ad un costo più accessibile”, dice la capogruppo del Pd in Regione, che ha presentato un emendamento al Collegato alla Legge di stabilità per stanziare i fondi per allargare il progetto e l’aula lo ha approvato. In una regione in cui “il problema abitativo ha ormai dimensioni enormi, la strada innovativa proposta dal comune di Padova merita di essere sostenuta, anche nell’intenzione di estendersi negli altri comuni capoluogo”, afferma Camani.

In Consiglio è arrivato il ‘sì’ anche a un sostegno di 70.000 euro a progetti pilota sperimentali per lo sviluppo di programmi di edilizia sociale finalizzati a favorire l’inclusione abitativa delle persone anziane. “Quanto approvato va nella direzione della nostra proposta, che prevede la mappatura delle esperienze di co-housing per le persone anziane esistenti in Veneto“, dice il consigliere di Europa Verde, Renzo Masolo. Nell’ambito dello studio, sarà poi effettuata una ricognizione degli immobili Ulss indirizzabili a iniziative di co-housing. “Secondo la nostra proposta, dallo studio potranno trarre vantaggio le politiche sociali regionali, assecondando il crescente bisogno abitativo di anziani, anche di quelli non auto-sufficienti. Ritengo che il numero degli immobili svuotati possa essere di notevole interesse, così come lo sarebbe un eventuale studio sul numero di anziani alla ricerca di soluzioni abitative agevolate nella nostra regione”, dichiara Masolo.

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